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Il sistema pensionistico a capitalizzazione individuale cileno di Jose Pinera

Posted by liberlex | Posted in Liberalismo | Posted on 09-05-2009

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1) Modelli a ripartizione e a capitalizzazione individuale:

Il modello previdenziale a ripartizione  è nato in Germania intorno alla metà del diciannovesimo secolo e si è poi diffuso rapidamente, anche se con forme assai variegate sia nell’Europa continentale che nei Paesi anglosassoni. Il Sistema a Capitalizzazione Individuale è invece molto più recente, essendo stato introdotto soltanto nel 1980 nel Cile guidato dal Generale Augusto Pinochet. In realtà forme private di previdenza sono nate negli Stati Uniti già all’inizio del Novecento ma mai avevano raggiunto un tale grado di perfezionamento e di diffusione prima della rivoluzione pensionistica cilena
Per comprendere più agevolmente le differenze tra questi due contrapposti sistemi previdenziali possiamo utilizzare, seguendo l’impostazione proposta da Bosi (1996) un modello a generazioni sovrapposte a due stadi : suddividiamo il tempo in periodi predeterminati e supponiamo che la popolazione in ciascuno di tale periodi sia costituita da due gruppi di individui ( la generazione dei giovani e quella dei vecchi). Gli individui nel loro primo periodo di vita (giovinezza) sono attivi nel mercato del lavoro, mentre nel secondo periodo ( anzianità) cessano di lavorare e ricevono una pensione. Alla fine del secondo periodo di vita, la generazione dei vecchi muore e il ciclo continua . Nel sistema a capitalizzazione individuale i contributi versati dai lavoratori –giovani nel periodo vengono investiti nel mercato finanziario ed il montante di tali investimenti sarà restituito nel periodo t+1 per pagare le pensioni a quegli stessi lavoratori, divenuti oramai vecchi. In questo sistema il tasso di rendimento dei contributi versati corrisponde al tasso di interesse nel periodo t.
Molto diversa è la dinamica di un sistema a ripartizione, che risponde alla logica “pay as you go”. In un sistema a ripartizione le prestazioni pensionistiche erogate in un determinato periodo agli individui vecchi sono direttamente finanziate dai contributi versati dai lavoratori (giovani) attivi nello stesso periodo. Questa semplice constatazione ci fa comprendere che tale modello si fonda su uno stabile patto intergenerazionale , in quanto a ogni generazione deve essere garantito il finanziamento futuro delle proprie pensioni da parte delle generazioni successive. I modelli a ripartizione sono fortemente vantaggiosi per la prima generazione anziana , che si trova a godere di benefici pensionistici assai elevati praticamente senza aver contribuito al sistema pensionistico o avendovi contribuito in maniera minima.Inizialmente il sistema si dimostra attrattivo e apparentemente assai conveniente. Quando il ciclo inizia gli associati contribuenti sono tantissimi , mentre basso è il numero delle pensioni pagate. Questa situazione è però destinata a mutare in fretta, già con il pensionamento della prima generazione di lavoratori

Nota: Balduzzi, “ Sistemi pensionistici a ripartizione e a capitalizzazione: il caso cileno e le implicazioni per l’Italia (1999)

2) Il modello cileno a capitalizzazione individuale

nuovologofalcodestro

Nel modello cileno né il lavoratore né il datore di lavoro versano soldi allo Stato. Ovviamente, quindi, il lavoratore non percepisce una pensione statale al termine della vita lavorativa ma una rendita vitalizia pagata da un Amministratore di Fondi Pensione.
In Cile durante la propria vita il lavoratorerisparmia obbligatoriamente il 10% del proprio stipendio e il datore di lavoro deposita mensilmente quel 10% in un conto a capitalizzazione individuale che appartiene al dipendente stesso. Questa percentuale si applica solamente ai primi 25.000 dollari di stipendio annuale. Un lavoratore può contribuire con un 10% addizionale del suo stipendio mensile, anch’esso esente da imposte, ad un conto di risparmio volontario, se desidera ad esempio andare in pensione anticipatamente oppure ottenere una pensione più alta.
Lo stesso lavoratore sceglie un “Amministratore dei Fondi pensione” (AFP) per amministrare il suo conto a capitalizzazione individuale. Gli AFP sono società sottoposte ad un pregnante controllo da parte del Governo e non possono svolgere attività alternative a quelle previdenziali . Il controllo sugli esercitato da un Ente governativo indipendente, la “Sovrintendenza delle AFP”. Qualsiasi soggetto è libero di entrare nel mercato degli. Ciascun AFP investe i capitali percepiti in azioni, in buoni o altri strumenti finanziari che vengono poi investiti sui mercati. Le decisioni relative agli investimenti sono di competenza degli AFP, ma la legge pone dei paletti alla discrezionalità delle società, stabilendo dei limiti massimi sia per i tipi di strumenti che per la composizione complessiva del portafoglio.
Al momento dell’adesione ad una società AFP ciascun lavoratore riceve un libretto che consente di conoscere in tempo reale lo stato di capitalizzazione raggiunto; inoltre l’AFP è tenuto per legge ad inviare al lavoratore ogni tre mesi un rendiconto sui contributi accreditati e sulla redditività del suo fondo.
E’ fondamentale sottolineare che i capitali accumulati nel fondo a capitalizzazione individuale e i profitti sugli investimenti sono esenti da imposte. La riforma cilena ha avuto un’enorme portata ed ha coinvolto sia i lavoratori pubblici che quelli privati, con l’unica eccezione degli appartenenti alle forze armate per i quali vige un sistema previdenziale alternativo.
E’ fatto obbligo a tutti i lavoratori dipendenti di avere un conto a capitalizzazione individuale mentre i lavoratori autonomi possono decidere se entrare a far parte o meno di questo sistema. A garanzia dei ceti meno abbienti è prevista una pensione minima garantita dallo Stato, la quale è finanziata con le entrate tributarie. Essa riguarda tutti quei lavoratori che abbiano contribuito per 20 anni al sistema di capitalizzazione. Tutti gli AFP dispongono altresì di piani assicurativi per i casi di morte prematura e di invalidità.

L’eventuale sottoscrizione di uno di tali piani è coperta tramite una contribuzione aggiuntiva del lavoratore che si aggira intorno al 2,9% dello stipendio.
L’età legale di pensionamento è di 65 anni per gli uomini e di 60 per le donne come disposto dal DL 2.448. I lavoratori possono continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto le soglie di pensionamento : la percezione della pensione, infatti, non è incompatibile con la continuazione dell’attività lavorativa.
Anzi , una volta raggiunta l’età pensionabile non sussiste più l’obbligo di versare il 10% dello stipendio all’AFP, quindi la continuazione dell’attività lavorativa diviene ancora più conveniente e attrattiva.
I lavoratori che abbiano accumulati sui propri conti risparmi tali da garantire almeno il 50% dello stipendio medio durante gli ultimi 10 anni lavorativi (sempre che esso sia superiore alla pensione minima), possono optare per il prepensionamento. Al momento del pensionamento il lavoratore può scegliere tra due opzioni. Innanzitutto può usare i risparmi del suo conto pensionistico individuale per acquistare un vitalizio da una società di assicurazioni privata che gli garantirà una rendita mensile costante per tutta la vita, indicizzata all’inflazione. In alternativa può lasciare i fondi sul conto a capitalizzazione individuale e fare prelievi in maniera programmata. In tale ipotesi, in caso di morte, i soldi rimanenti sul fondo individuale diventano parte dell’eredità.
In entrambi i casi, comunque, il pensionato può ritirare in una sola soluzione l’intero ammontare dei fondi che siano in eccesso rispetto a quelli necessari per avere un vitalizio o per fare prelievi programmati mensili equivalenti al 70% degli ultimi stipendi.
Il conto di ciascun lavoratore è completamente trasferibile da un amministratore all’altro : ciò genera grande concorrenza tra i vari AFP effetti positivi nel settore previdenziale e nell’intera economia del Paese.

Brani tratti da ” La riforma pensionistica cilena nel contesto internazionale”,  Dott. Carmelo Impusino, 2006  Università Mediterranea di Reggio Calabria .

 

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Comments (3)

grazie carmelo.
davvero grazie ancora,
cmq complimento per il nuovo stile.

Grazie a te Domenico, mi spiace solo di aver perso tutto il database, ma era necessario sistemare il sito che saltava spesso e presentava molti errori di sistema. Come dicevo sul forum Liberalismo se servono ulteriori approfondimenti su aspetti della riforma basta chiedere e li pubblico.

Un salutone, Carmelo

Segnalazione:

L’ALT (Associazione Liberisti Ticinesi) annuncia la conferenza sul tema
Pensioni: una riforma per sopravvivere
Venerdì 29 maggio, ore 18:00
Hotel Pestalozzi
Piazza Indipendenza, 9 – 6900 Lugano

RELATORI

JOSÉ PIÑERA
Autore della riforma cilena delle pensioni che ha sancito il passaggio dal sistema a ripartizione a quello a capitalizzazione.

Presidente dell’International Center for Pension Reform

Condirettore del Project on Social Security Choice del Cato Institute a Washington

IGNAZIO CASSIS
Consigliere nazionale PLRT

Membro della Commissione della sicurezza sociale

Traduzione simultanea – Entrata libera

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (posti limitati)

Per iscriversi andare su http://www.liberisti.org

PS Bel sito ;-)

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