Cosa è lo spread tra Bund tedeschi e BTP italiani
Date una lettura anche al mio primo articolo per Libertiamo!
“Popper contro i rivoluzionari,sciacalli dei tempi di crisi”. Pubblicato oggi il mio primo articolo per Libertiamo. libertiamo.it/2012/05/09/pop…
— Carmelo Impusino (@Liberlex) Mag 9, 2012
All’indomani dell’approvazione del Rendiconto di bilancio da parte della Camera dei Deputati con soli 308 voti a favore ( che ha determinato l’annuncio delle dimissioni del Premier Silvio Berlusconi una volta approvata la legge di stabilità con i correttivi richiesti dall’Unione Europea), si ha notizia di un nuovo spaventoso aumento dello “spread”, che ha raggiunto sui BTP decennali un valore di 546 punti.
Ma quanti italiani sanno cosa è lo spread? A giudicare dall’intervista realizzata dalle Iene a Montecitorio (conclusasi con risposte imbarazzantissime sullo spread da parte della stragrande maggioranza degli onorevoli intervistati), non dovrebbero essere moltissimi i connazionali realmente consapevoli dell’esatto significato del termine in questione.
Lo Spread è, in buona sostanza, un termine tecnico utilizzato in molteplici settori, che individua un differenziale, vale a dire una forbice, uno scarto, che misura la lontananza tra un dato fattore ed un altro preso come riferimento.
Il minaccioso sostantivo d’origine anglosassone è utilizzato specificamente nel settore finanziario per indicare l’ampiezza, la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, che sono considerati dai mercati i più affidabili, stabili e sicuri, e vengono utilizzati, pertanto, come parametro internazionale di riferimento.
E’ risaputo che tutti gli stati mettono sul mercato periodicamente una certa quantità di titoli obbligazionari: in Italia si tratta dei BTP (Buoni del Tesoro Poliennali, dalla durata tra i 3 e i 30 anni) , la cui emissione consente di finanziare (tramite l’assunzione immediata della liquidità ricavata dalla vendita degli stessi) il debito pubblico nazionale (che nel caso italiano ha assunto proporzioni spaventose).
In buona sostanza gli investitori acquistano debito pubblico, donando allo stato liquidità in cambio della promessa della maturazione di cedole di rendimento e che, una volta scaduto il termine delle obbligazioni, verrà risarcito il capitale dell’investimento.
Ovviamente ogni investitore ha interesse a “puntare” su economie solide, mentre è “spaventato” dai sistemi economici di quei Paesi che non diano sufficiente garanzie. Perchè, allora, un investitore dovrebbe puntare sull’Italia, acquistanto i nostri BTP? Ogni investitore ragionevole sarà disponibile ad attuare un’operazione simile soltanto se il rendimento sia tale da giustificare il rischio che sta correndo: lo Stato italiano, controparte dell’operazione, non può fare altro che adeguarsi al riconoscimento del tasso d’interesse fissato dal mercato quale punto di equilibrio tra domanda e offerta.
Ecco perchè il rendimento dei BTP italiani ha raggiunto oggi l’incredibile soglia del 7.20 %, ben 540 punti in più dei solidi Bund tedeschi, che hanno un rendimento oggi. Uno spread così alto costituisce una vera mannaia sul futuro della nostra Nazione, costringendoci a pagare circa 10 miliardi di euro in più ogni anno in termini di spesa pubblica.
I valori raggiunti dallo spread all’indomani dell’annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi, dimostrano inequivocabilmente che ai mercati interessa solo l’attuazione dei punti contenuti nella lettera all’Unione Europea, che dovranno essere inseriti con urgenza nella Legge di Stabilità. Mentre la borsa è sempre irrazionalmente quanto temporaneamente euforica in caso di cambiamenti di governo (ed infatti, dopo il rialzo di ieri, oggi cede il 4%), lo spread è cinico nel ricordarci che il nostro Paese è assolutamente inaffidabile e instabile.
Lo Spread, se proprio vogliamo definirlo in maniera semplice, non è altro che un’istantanea dell’economia italiana che rappresenta in maniera asettica e precisa il modo in cui la stessa è vista all’estero. Speriamo che i nostri politici, dopo decenni di malgoverno interventista ed assistenzialista, se ne rendano finalmente conto.
Carmelo Impusino













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Gardando il servizio delle Iene di mercoledì scorso era incredibile vedere che i nostri parlamentarei non sapevano cosa fosse lo spread, in effetti lo spread non è soltanto legato alla differenza tra i titoli di stato tedeschi e quelli di un altro paese, nel nostro caso l’Italia, ma è una differenza percentuale che può far riferimento ad altri indici, vedi ad esempio lo spread sui mutui.
Comunque hai dato informazioni molto utili.
Ti ringrazio del commento! Saluti liberali!
nn si capisce piu nnt
lo spread è la differenza tra titolo italiano e straniero