Antonio di Pietro e l’IDV: giustizialisti di professione, ma solo sulla pelle degli altri.
Date una lettura anche al mio primo articolo per Libertiamo!
“Popper contro i rivoluzionari,sciacalli dei tempi di crisi”. Pubblicato oggi il mio primo articolo per Libertiamo. libertiamo.it/2012/05/09/pop…
— Carmelo Impusino (@Liberlex) Mag 9, 2012
E’ di ieri la notizia del rinvio a giudizio di Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli dell’Italia dei Valori, per concorso in reato d’abuso d’ufficio in relazione alla vicenda dei tabulati telefonici dell’inchiesta “Why Not”. L’ art. 323 del codice penale, recante titolo “Abuso d’ufficio”, recita: “ Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato il Pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazioni di norme di legge o di Regolamento ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Il reato d’abuso d’ufficio è inserito nel Libro secondo (Dei delitti in particolare), Titolo II (dei delitti contro la Pubblica Amministrazione), Capo I (dei delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione) del Codice Penale., e rappresenta una delle ipotesi più “tipiche” e gravi di azione criminosa nei confronti della P.A.
Torniamo leggermente indietro con la memoria: era il 24 settembre 2008 ed Antonio Di Pietro rivolgeva un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla candidabilità delle persone condannate con sentenza passata in giudicato e delle persone rinviate a giudizio per reati gravi contro la pubblica amministrazione. Ecco le parole testuali dell’ex Magistrato:
“In tale situazione noi crediamo che le istituzioni nel loro complesso stiano perdendo credibilità. Per questa ragione noi chiediamo a lei, signor Ministro, se intenda porre in essere strumenti legislativi con proposte di Governo specifiche,
specialmente con canali preferenziali, per poter impedire la candidatura a persone condannate con sentenza penale passata in giudicato e per impedire che assumano incarichi di governo, locale o centrale, persone che sono state rinviate a giudizio per reati gravi contro la pubblica amministrazione “.
Ricapitolando: il giustizialista (ma solo sulla pelle degli altri) Luigi De Magistris, primo cittadino napoletano, e numero 2 dell’Italia dei Valori (primo eletto alle elezioni europee nelle liste dell’IDV, con un numero di preferenze addirittura superiore rispetto a quello di Antonio di Pietro), viene rinviato a giudizio per un delitto grave contro la pubblica amministrazione come l’abuso d’ufficio. L’ex magistrato da anni predica provvedimenti sanzionatori gravi nei confronti dei politici rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione, quali l’incandidabilità (come nel video sopra indicato) e la decadenza ( in decine di altre ipotesi).
Se Di Pietro fosse una persona coerente e minimamente seria sotto il profilo politico, ma abbiamo smesso di crederci dal 1992, non dovrebbe pretendere le immediate dimissioni di De Magistris dalla carica di Sindaco di Napoli? Giustizialista ad intermittenza il pessimo Tonino, solo quando a finire nelle maglie della giustizia sono gli avversari politici.. Oggi , invece, l’I.D.V., non nuova a scandali giudiziari (vedere Di Pietro senior e junior su tutti) tace arbitrariamente. Con buona pace di chi,certamente in buona fede, ma in maniera spudoratamente sprovveduta e , continua a votare il partito del gabbiano e ad invocare pubbliche forche e forconi (ma solo sulla pelle degli altri).
Mi permetto di suggerirvi la considerazione dell’amica radicale Marta Gemma,che ha ispirato l’ articolo
: “mi dispiace tantissimo per DE MAGISTRIS rinviato a giudizio…… ora dovrà dimettersi come previsto dai loro citatissimi slogan nazional/popolari!!! (da me si dice> n’ sputà ‘n ciel ca’ te retorna ‘n faccia) “













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non si è mai dimesso berlusca con i suoi 2000 processi, figuriamoci se lo fa de magistris…questo è il problema in Italia: chiunque ha un problema con la giustizia non dovrebbe poter far parte della classe politica a qualsiasi livello!